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Neogene
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top
| Periodo | Epoca | Piano | Età ( Ma ) | |
|---|---|---|---|---|
| Quaternario | Pleistocene | Gelasiano | Più recente | |
| Neogene | Pliocene | Piacenziano | 3,600 | |
| Neogene | Pliocene | Zancleano | 5,333 | |
| Neogene | Miocene | Messiniano | 7,246 | |
| Neogene | Miocene | Tortoniano | 11,63 | |
| Neogene | Miocene | Serravalliano | 13,82 | |
| Neogene | Miocene | Langhiano | 15,98 | |
| Neogene | Miocene | Burdigaliano | 20,45 | |
| Neogene | Miocene | Aquitaniano | 23,04 | |
| Paleogene | Oligocene | Chattiano | Più antico | |
| Suddivisione del Neogene secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell' IUGS . [ 1 ] | Suddivisione del Neogene secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell' IUGS . [ 1 ] | Suddivisione del Neogene secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell' IUGS . [ 1 ] | Suddivisione del Neogene secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell' IUGS . [ 1 ] | Suddivisione del Neogene secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell' IUGS . [ 1 ] |
Nella mwdqscala dei tempi geologici, il mwdgNeogene è il secondo dei tre periodi geologici in cui è suddivisa l'era del mwdwCenozoico: iniziò 23,03 milioni di anni fa (Ma) e terminò 2,588 Ma.cite-ref-chart2014-1-1[1]cite-ref-ics2009-2-0[2] È preceduto dal mwgaPaleogene e seguito dal mwgqQuaternario.
Il passaggio tra Paleogene e Neogene non fu caratterizzato da una significativa mwgwestinzione di massa. In questo periodo si ebbe un'ulteriore proliferazione di mammiferi e uccelli simili agli attuali, molte specie di invertebrati e condizioni climatiche ben differenziatecite-ref-3[3] con un progressivo raffreddamento che culminò nelle glaciazioni del Quaternario e l'apparizione dei primi mwiaominidi.
Contents
• GSSP
• Clima
• Miocene
• Pliocene
• Fauna
• Flora
• Schemi
• Note
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Suddivisioni
La mwjaCommissione internazionale di stratigrafia riconosce per il Neogene la suddivisione in due mwjqepoche, secondo il seguente schema:cite-ref-chart2014-1-2[1]cite-ref-ics2009-2-1[2]
• mwmaMiocene da 23,03 milioni di anni fa (Ma) a 5,332 Ma
• mwmwmwnaAquitaniano da 23,04 a 20,45 M)
• mwngmwnwBurdigaliano da 20,45 a 15.98 Ma
• mwoqmwogLanghiano da 15,98 a 13,82 Ma
• mwpamwpqSerravalliano da 13,82 a 11,63 Ma
• mwpwmwqaTortoniano da 11,63 a 7,246 Ma
• mwqgmwqwMessiniano da 7,246 a 5,333 Ma
• mwrqPliocene da 5,332 Ma a 2,588 Ma
• mwsamwsqZancleano da 5.333 a 3,600 Ma
• mwswmwtaPiacenziano da 3,600 a 2,58 Ma
Definizioni stratigrafiche e GSSP
La base del Neogene coincide con quella della sua prima epoca, il mwtwMiocene e del suo primo piano, l'mwuaAquitaniano, ed è definita dalla prima comparsa dei mwuqforaminiferi mwugplanctonici della specie mwuwParagloborotalia kugleri, dall'mwvqestinzione del mwvgnanoplancton calcareo mwvwReticulofenestra bisecta, che forma la base della mwwqbiozona nanoplanctonica NN1; è inoltre alla base della mwwgcronozona magnetica C6Cn.2n e corrisponde all'evento Mi-1 nello mwwwstadio dell'isotopo marino.cite-ref-ics2009-2-2[2]
GSSP
Il mwygGSSP,cite-ref-ics2009-2-3[2] il profilo stratigrafico di riferimento della mwzwCommissione internazionale di stratigrafia, è stato identificato in una sezione stratigrafica di Lemme-Carrosio presso il piccolo paese di mwaaCarrosio, a sud di Gavi e a nord di mwaqVoltaggio, in mwagprovincia di Alessandria.cite-ref-4[4] Le coordinate sono: longitudine: 8°50'11" E e latitudine 44°39'32" N.cite-ref-5[5]
Paleogeografia
I continenti continuarono la loro deriva verso le posizioni attuali, a cui mancava solo la formazione del ponte tra America del Nord e del Sud. Il Sud America infatti si stava ancora spostando da sud verso la zona di mwdqsubduzione dell'mwdgOceano Pacifico che portò alla crescita delle mwdwAnde. La separazione tra le due Americhe terminò con la formazione dell'mweaIstmo di Panama durante il Pliocene.
Questa saldatura ebbe importanti effetti sulla temperatura globale del pianeta, perché interruppe la circolazione della calda corrente equatoriale portando all'isolamento dell'Atlantico e al raffreddamento delle temperature nell'Artico e nell'Antartico. Dal punto di vista faunistico la giunzione dell'istmo pose termine all'isolamento della fauna del Sud America, permettendo lo scambio di specie tra le due regioni e portando all'estinzione dei mwegMeridiungulata, i primitivi ungulati, e degli mwewSparassodonta, i marsupiali carnivori nativi del sud.
L'India continuò la sua collisione con l'Asia, provocando la crescita delle catene montuose mwfqHimalayane. Anche la collisione tra Africa ed Europa continuava, portando alla formazione del Mediterraneo e alla scomparsa dell'mwfgOceano Tetide avvenuta tra 19 e 12 milioni di anni fa. La crescita delle creste montagnose a ovest e la diminuzione del livello del mare combinate, assieme diedero luogo alla mwfwCrisi di salinità del Messiniano nel periodo compreso tra 6 e 5,33 Ma. Questa crisi terminò con l'apertura dello mwgastretto di Gibilterra e l'inondazione del bacino mediterraneo da parte delle acque dell'Oceano Atlantico.cite-ref-krijgsman1996-6-0[6] L'abbassamento del livello del mare permise anche la formazione della mwhqBeringia, il ponte di terra tra Asia e mwhgAlaska.
Clima
Il Neogene fu in generale un periodo di progressivo raffreddamento dalle temperature rispetto al precedente Paleogene, fino ad arrivare alla glaciazione dei Poli e della Groenlandia.
Miocene
All'inizio del Miocene la temperatura del globo era in aumento; durante la seconda metà dell'epoca, nelle due Americhe cominciarono ad apparire vasti pascoli erbosi a causa del raffreddamento globale e il progressivo inaridimento del clima.
Nell'Antartide orientale, già nella prima fase (tra 23 e 15 milioni di anni fa) erano presenti dei ghiacciai, ma da allora la calotta gelata dell'emisfero sud continuò a crescere fino a raggiungere praticamente le dimensioni attuali.
Pliocene
A causa del raffreddamento e inaridimento, il pianeta cominciò ad avviarsi verso l'attuale tipologia di climaticità stagionale. La formazione dell'mwmaIstmo di Panama avvenuta circa 3,5 milioni di anni fa, interruppe la corrente equatoriale che si era instaurata nel mwmqCretacico, contribuendo al raffreddamento degli Oceani soprattutto meridionali, non più riscaldati dalle acque più calde, cosicché la coltre di ghiaccio ricoprì completamente il continente Antartico.
La calotta di ghiaccio in Groenlandia e nell'Artico si sviluppò successivamente, intorno a tre milioni di anni fa, ed è segnalata dalla brusca variazione visibile nel grafico della concentrazione dell'mwmwisotopo mwna18O nei sedimenti marini settentrionali dell'Oceano Atlantico e Pacifico.
Alle latitudini intermedie, dove erano già in corso delle glaciazioni locali, il raffreddamento del Pliocene portò alla diminuzione delle grandi distese di boschi e alla diffusione di pascoli e savane. Questo favorì lo sviluppo di erbivori di grande taglia e, parallelamente, dei grandi carnivori specializzati.
Fauna
Si ebbe una modernizzazione dei mwoaVertebrati, un'espansione dei mwoqserpenti, mwogpasseriformi, mwowrane, mwpatopi e mwpqratti.
Fauna acquatica
Negli oceani apparvero le prime mwqaalghe coralline a fianco della mwqqbarriera corallina, accanto alla mwqgradiazione adattativa di mwqwbalene, mwradelfini e del mwrqcapodoglio. Le mwrgGlobigerinoides, fortemente decimate nell'estinzione dell'mwrwEocene, si espansero nuovamente nel Miocene tanto da costituire un fossile guida per i fondali marini.
Nel Neogene si ebbe pure l'espansione delle mwsqdiatomee di acqua dolce del tipo mwsgPennales originatesi nel Paleogene. In totale se ne svilupparono nel Miocene circa duemila specie, raggiungendo una posizione ecologica simile a quella attuale.
Fauna terrestre
I cambiamenti climatici esercitarono una profonda influenza sulla fauna terrestre, sia di grandi che di piccole dimensioni. Il Neogene in effetti fu caratterizzato da una grande radiazione adattativa di mw0grane, mw0wtopi e ratti, mw1aserpenti e mw1qpasseriformi.
Le mw1wrane e i mw2arospi sfruttarono la loro lunga lingua per catturare gli mw2qinsetti; a sua volta la proliferazione delle rane e dei mw2groditori favorì lo sviluppo dei mw2wserpenti, tra i pochi predatori capaci di inseguirli negli stretti cunicoli delle loro tane. All'inizio del Neogene i serpenti erano rappresentati da pochi membri del primitivo gruppo del mw3amw3qBoa constrictor.
L'espansione dei mw3wpasseriformi fu legata sia alla loro capacità di catturare gli insetti, che alla proliferazione delle mw4agraminacee.
Nel mw6wSud America i principali predatori erano i cosiddetti mw7auccelli del terrore, una famiglia ora estinta di uccelli non volatori di grandi dimensioni; simili agli mw7qstruzzi, ma di maggior taglia, erano carnivori.
I gruppi dei grandi animali svilupparono le loro attuali caratteristiche in questo periodo. La famiglia del mw7wrinoceronte e del mw8acavallo diminuì un po', in linea con gli altri mw8qperissodattili, mentre i mw8gcervidi e i mw8wbovidi si diversificarono durante il Miocene. La famiglia dell'mw9aelefante registrò dapprima una forte espansione tra il mw9qMiocene e il mw9gPliocene, per poi declinare, tanto che oggi ne esistono solo due specie. Il mw9wMammut fece la sua comparsa tra il Pliocene e il mw-aPleistocene.
I mammiferi carnivori, che comprendono il mw-gcane e il mw-wgatto comparsi già nel Paleogene, acquisiscono caratteri moderni. Fanno la loro comparsa la mw-aiena e l'mw-qorso e i grandi carnivori come il mw-gleone, favoriti dalla proliferazione dei nuovi erbivori come le mw-wantilopi che avevano trovato terreno fertile nelle grandi distese di mwaqasavane e mwaqepraterie.
Per quanto riguarda i mwaueprimati, le scimmie erano presenti con il gruppo più antico già dall'mwauiOligocene in Africa e in Eurasia; prima della fine dell'Oligocene se ne sviluppò un gruppo separato in Sud America. Entrambi questi gruppi svilupparono una radiazione adattativa nel Neogene. Tra i primati africani si trovavano gli mwaumHominoidea, del tipo mwauqmwauuDryopithecus e mwauymwaucProconsul, a cui si aggiunsero i mwaugcercopitecidi come il mwaukmacaco e il mwauobabbuino.
Si ritiene che la separazione tra mwavmHominini e mwavqscimpanzé sia avvenuta circa sette milioni di anni fa, alla fine del Miocene. Tra i primi hominini conosciuti sono il mwavumwavySahelanthropus tchadensis (da 6 a 7 milioni di anni fa) e lmwavc'mwavgmwavkOrrorin tugenensis (circa 6 Ma) nel Miocene e lmwavo'mwavsmwavwArdipithecus (tra 5,8 e 4,1 Ma) all'inizio del Pliocene.
Gli mwav4mwav8Australopithecus fecero la loro comparsa circa 4 Ma nel Pliocene. Erano già in grado di utilizzare un'andatura mwawabipede, e le loro dimensioni e la capacità cerebrale erano simili a quelle delle grandi scimmie attuali. La specie più antica del genere mwaweHomo, l'mwawimwawmHomo habilis comparve più tardi, all'inizio del Pleistocene.
Flora
I cambiamenti climatici favorirono lo sviluppo evolutivo e geografico delle mwawyangiosperme, oltre che all'enorme diffusione e differenziazione delle mwawcerbe.
Il progressivo raffreddamento del clima e una stagionalità più secca, causarono la regressione delle abbondanti foreste e favorirono la crescita delle piante erbacee che preferiscono mwawkhabitat più aperti e sono meglio in grado di resistere alla scarsità di precipitazioni.
Schemi
Note
cite-note-chart2014-11. mwaxcCommissione internazionale di stratigrafia, mwaxgmwaxkInternational Chronostratigraphic Chart, su mwaxostratigraphy.org, Unione internazionale di scienze geologiche. mwaxsURL consultato il 16 gennaio 2025.
cite-note-ics2009-22. ↑ mwayuGlobal Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the International Commission of Stratigraphy, Status on 2009.
cite-note-33. ↑ Grande enciclopedia universale delle lettere, delle scienze, delle arti / diretta da Armando Curcio - Milano Roma
cite-note-44. ↑ F. F. Steininger, M. P. Aubry, W. A. Berggren, M. Biolzi, A. M. Borsetti, J. E. Cartlidge, F. Cati, R. Corfield, R. Gelati, S. Iaccarino, C. Napoleone, F. Ottner, F. Rogl, R. Roetzel, S. Spezzaferri, F. Tateo, G. Villa und D. Zevenboom: mwaywThe Global Stratotype Section and Point (GSSP) for the base of the Neogene. Episodes, 20(1): 23-28, Beijing, 1997.
cite-note-55. ↑ mwazamwazemwazi44.6588888889°N 8.83638888889°E - Google Maps, su mwazmmaps.google.com.
cite-note-krijgsman1996-66. ↑ mwazcmwazgmwazkKrijgsman, W. Garcés, M.; Langereis, C.G.; Daams, R.; Van Dam, J.; Van Der Meulen, A.J.; Agustí, J.; Cabrera, L., 1996, mwazoA new chronology for the middle to late Miocene continental record in Spain, Earth and Planetary Science Letters, volume 142, numero 3-4, pag. 367–380, mwazsDOI:mwazw10.1016/0012-821X(96)00109-4.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Neogene Period, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.